Chiesa nel mondo · 3 ottobre 2026
Pubblicato anche in Español
Papa Leone XIV parla di visita apostolica in Francia
Durante l'udienza generale con i fedeli, il papa ha ricordato la sua recente visita apostolica in Francia, tenutasi nei giorni scorsi. Ha espresso gratitudine alle autorità civili, ai responsabili ecclesiali e alle numerose persone che lo hanno accolto lungo le strade. Ha sottolineato il valore simbolico di Notre-Dame, ricostruita dopo l'incendio, come segno di collaborazione tra Stato e società civile. Ha evidenziato che il progetto di ricostruzione dimostra la possibilità di un'opera comune per il bene pubblico. Il papa ha poi richiamato l'importanza della dignità umana come criterio fondamentale per ogni cooperazione istituzionale, rivolgendosi in particolare alle autorità francesi e all'UNESCO. Ha descritto Notre-Dame come immagine della Chiesa viva, sottolineando che non è fatta di pietra ma di persone che amano Gesù Cristo.
Ha ricordato l'evento di preghiera con i giovani allo Stade de France, definendolo un segno di speranza. Ha inoltre parlato della visita al "Bethany", luogo di accoglienza per chi vive difficoltà, dove si pratica quotidianamente la dignità umana con amore. Ha evidenziato la crescita della Chiesa in Francia, con un numero crescente di giovani e adulti che richiedono il battesimo, e ha citato l'assemblea sinodale regionale di Parigi. Ha sottolineato l'importanza della messa nella Place de la Concorde, partecipata da un folto pubblico lungo gli Champs-Élysées fino all'Arco di Trionfo. Ha poi ricordato la visita a Lourdes per onorare la Vergine Maria, descrivendola come luogo di speranza e rinascita, capace di trasmettere un messaggio di speranza a tutti, soprattutto ai malati.
Ha sottolineato che ogni vita umana, anche nelle circostanze più deboli, mantiene una dignità inviolabile. Ha poi riferito di aver incontrato alcune vittime di violenze, chiedendo alla comunità di ascoltare e accompagnare i più sofferenti. Ha infine menzionato la visita a Metz, città che ha vissuto la devastazione della Seconda Guerra Mondiale, collegandola al progetto europeo nato dalla pace dopo la guerra. Ha citato il "Appello di Metz" per il dialogo interreligioso, firmato in sua presenza. Ha concluso ribadendo il motto della visita "Perche la vita sia per il mondo", tratto dal Vangelo di Giovanni, e ha invitato a pregare affinché questo evento di grazia porti frutti abbondanti e duraturi.