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Chiesa nel mondo · 16 ottobre 2026

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Papa Leone XIV entra all'ospedale Gemelli di Roma in vista di un intervento per rimuovere un nodulo polmonare

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Aaron Burden / Unsplash

Il Papa Leone XIV è stato ricoverato all'ospedale Gemelli di Roma nella mattinata di martedì 13 ottobre 2026, in vista di un'operazione prevista per il pomeriggio dello stesso giorno per rimuovere un nodulo polmonare. Dopo un breve trasferimento dal Vaticano, il Papa è entrato nell'ospedale attraverso l'ingresso principale e ha salutato i numerosi fedeli accorsi a riceverlo. L'intervento sarà eseguito più tardi nello stesso pomeriggio da un team guidato dal chirurgo toracico capo dell'istituto, il dottor Stefano Margaritora. L'ammalazione è stata resa pubblica durante la benedizione domenicale del 12 ottobre, quando il Papa ha annunciato di aver scoperto un piccolo nodulo localizzato al polmone e di volerlo rimuovere. Gli esperti oncologici hanno dichiarato che, anche se il nodulo dovesse risultare maligno, la prognosi del Papa è eccellente, poiché l'intervento avverrà in fase precoce. L'operazione, solitamente eseguita sotto anestesia generale, richiederà una degenza ospedaliera di circa una settimana e il Vaticano ha annullato tutte le udienze pubbliche del Papa fino al 20 ottobre.

Il Papa ha riferito di sentirsi bene e di aver deciso di procedere con l'intervento per non compromettere i programmi di viaggio previsti per l'America Latina. La decisione è stata presa con la consapevolezza che l'appartamento papale, in ristrutturazione, non sarà disponibile; per questo motivo il Papa verrà ricoverato in una stanza vicina. Il team medico dispone di tecnologie robotiche avanzate, tra cui il sistema ION, che consente di eseguire biopsie su noduli di dimensioni inferiori a 3 millimetri. L'intervento potrà essere effettuato con tecniche minimamente invasive, utilizzando il robot da Vinci, che prevede quattro piccole incisioni toraciche e una visualizzazione tridimensionale ad alta definizione. Il medico ha sottolineato che il rischio di complicanze è molto basso, con una mortalità stimata tra lo 0,6 e lo 0,8 percento per pazienti in buona salute. Durante l'intervento saranno anche rimossi i linfonodi regionali per valutare eventuali metastasi.

Se i linfonodi risultassero negativi, la stadiazione sarà di tipo uno e non sarà necessario alcun trattamento aggiuntivo. La durata complessiva dell'intervento è prevista inferiori a quattro ore. La convalescenza potrebbe permettere al Papa di partecipare a un viaggio programmato per novembre in Sud America, ma le raccomandazioni mediche prevedono di evitare voli per almeno tre settimane dopo l'operazione. Il Vaticano ha già comunicato che il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù si svolgerà dal 6 al 17 novembre, coprendo circa 31.000 chilometri di voli e due trasferimenti in elicottero. Il Papa ha una storia di buona forma fisica, avendo praticato tennis e nuoto regolarmente, e nel 1985 era stato ricoverato per febbre tifoidea durante la sua missione in Perù.