Chiesa nel mondo · 3 novembre 2026
Liturgia del 3 novembre: riflessioni e letture
Il 3 novembre, durante la liturgia, la lettura principale proviene dalla lettera ai Filippesi. In essa si esorta i fedeli ad avere gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, che, pur essendo di natura divina, si è umiliato assumendo forma di servo e obbedendo fino alla morte, e morte di croce. Questo atto di umiliazione è seguito dalla glorificazione da parte di Dio, che gli ha conferito un nome sopra ogni nome, affinché ogni ginocchio si pieghi in suo nome.
La lettura del Vangelo di Luca presenta la parabola di un uomo che organizza un grande banchetto e invita molti. Tuttavia, gli invitati iniziano a scusarsi per non poter partecipare, citando motivazioni come l'acquisto di terreni o l'inizio di un matrimonio. Questo porta il padrone della casa a inviare i suoi servi a chiamare i poveri e gli emarginati, affinché la sua casa si riempia. La parabola sottolinea l'importanza di accogliere l'invito di Dio e la disponibilità a rispondere alla Sua chiamata.
La riflessione sulla liturgia invita i partecipanti a considerare la loro partecipazione all’Eucaristia, paragonando il grande banchetto a quello che si celebra ogni domenica. Si pone quindi un interrogativo sulla nostra disponibilità a rispondere all'invito di Gesù, evitando di cadere nelle scuse che ci allontanano dalla comunità e dalla fede. La liturgia del 3 novembre si colloca in un periodo di preparazione alla conclusione dell'anno liturgico, un momento di riflessione e di rinnovamento spirituale.