Chiesa nel mondo · 8 novembre 2026
Leone XIV sottolinea l'unità nella diversità per il centenario dei vescovi cinesi
Papa Leone XIV ha inviato un videomessaggio per celebrare il primo centenario della consacrazione dei primi sei vescovi cattolici cinesi, avvenuta per mano di Papa Pio XI il 28 ottobre 1926. Durante l'intervento rivolto al congresso dell'Università Urbaniana, il pontefice ha ribadito con forza il valore della sinodalità e di una Chiesa aperta a tutti, affermando che nessun pastore può rivendicare la missione per se stesso. Il messaggio centrale riguarda l'idea che l'unità rappresenti una comunione vissuta all'interno della diversità, un principio fondamentale per la comunità dei credenti.
La consacrazione storica di quei sei uomini è descritta come un evento di grande rilevanza non solo per il percorso della Chiesa cattolica in Cina, ma anche per la Chiesa universale. Il viaggio compiuto da Shanghai fino a Roma viene presentato come una metafora del lungo cammino percorso dalla comunità locale, frutto di un grande slancio missionario dell'epoca. Questo percorso storico ha portato alla transizione da vescovi missionari a prelati locali, un processo che continua a dare frutti anche oggi nel contesto dell'accordo tra Cina e Vaticano.
Nel suo discorso, il Papa osserva che nel Popolo di Dio la fede condivisa abbraccia le differenze, facendo propri, ogni volta che è possibile, i tratti delle persone e dei popoli. Questa ampiezza di vedute riflette il modo di agire di Dio, il quale chiama ciascuno con le proprie peculiarità. La Chiesa vive in mezzo ai popoli con amicizia e simpatia per le loro aspettative e buone aspirazioni. Citando santo Toribio di Mogrovejo, uno dei suoi santi di riferimento, il pontefice ricorda che la missione viene ricevuta ed esercitata in comunione, uniti al Successore di Pietro e a tutti gli altri Successori degli Apostoli sparsi per il mondo.
Risulta commovente pensare a quei sei futuri vescovi che attraversarono il mondo per ricevere l'ordinazione episcopale vicino alla tomba dell'apostolo Pietro, dando testimonianza della comunione che nasce dalla fede degli apostoli. Il segno inalienabile di questa comunione è l'unità di ogni vescovo con il vescovo di Roma. In questo risiede la singolarità della Chiesa rispetto a tutti gli altri sistemi e organizzazioni sociali e politiche che configurano e regolano le società. I cattolici cinesi, in comunione con il Vescovo di Roma, camminano nel tempo presente dando testimonianza della loro fede anche attraverso opere di misericordia e carità, apportando un contributo reale all'armonia della convivenza sociale.
In un mondo lacerato dai conflitti e devastato dalle guerre, la Sposa di Cristo continua la stessa missione, pregando affinché il Signore custodisca il tesoro della comunione ecclesiale, fonte feconda di bontà e pace per tutti. Guardare al passato può illuminare il presente, così come accadde cento anni fa quando il viaggio di quei sei uomini destò gioia e orgullo in molti connazionali, lasciando nell'oblio diffidenza, sospetti e ostilità. Il messaggio si conclude con l'auspicio che la comunione rimanga protetta contro ogni minaccia.