Chiesa nel mondo · 17 settembre 2026
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La Santa Sede chiede l'impegno globale contro le munizioni a grappolo
La Santa Sede ha rivolto un appello agli Stati riuniti a Vientiane, nel Laos, affinché la protezione dei civili, l'assistenza alle vittime e la prevenzione della sofferenza tornino a essere centrali negli sforzi internazionali contro le munizioni a grappolo. L'invito è stato formulato durante la Terza Conferenza di Esame della Convenzione sulle munizioni a grappolo.
L'arcivescovo Ettore Balestrero, capo della delegazione della Santa Sede, ha espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie. Ha ricordato che il trattato ha proibito tali armi e introdotto misure di assistenza per salvare vite innocenti, ma ha osservato che l'adesione universale alla Convenzione procede lentamente e che uno Stato parte si è ritirato dall'accordo. Per questo motivo, la Santa Sede esorta i paesi non ancora aderenti a unirsi prontamente al trattato.
La delegazione vaticana ha deplorato il fatto che queste armi continuino a essere prodotte, stoccate, trasferite e utilizzate nei conflitti armati, nonostante le conseguenze devastanti per le persone e i territori. Balestrero ha sottolineato come i dispositivi esplosivi inesplosi rappresentino una minaccia persistente che danneggia non solo i singoli individui, ma intere comunità e i loro legami con l'umanità.
Secondo la Santa Sede, il rispetto degli accordi di disarmo non è un segno di debolezza, ma un impegno morale verso le generazioni presenti e future per salvaguardare la vita umana e difendere i più vulnerabili. È stato richiesto agli Stati di promuovere negoziati efficaci sul controllo delle armi e di rafforzare il diritto internazionale umanitario per riaffermare la dignità di ogni essere umano.
L'arcivescovo ha inoltre evidenziato il legame tra disarmo e sviluppo, segnalando un grave squilibrio tra le risorse destinate alle necessità basiche della popolazione e la spesa militare. È stato riportato che, nell'ultimo anno, la spesa militare mondiale ha superato i 2,89 trilioni di dollari. La Santa Sede spera che la conferenza produca risultati concreti per trasformare la sofferenza causata da queste armi in un messaggio di speranza.