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Chiesa nel mondo · 30 ottobre 2026

La Santa Sede chiede all'ONU di spostare le risorse dalle armi allo sviluppo umano

A group of adults wearing matching caps at a table on a sunny lawn
Alejandro Stuardo / Unsplash

L'arcivescovo Christophe Z. El-Kassis, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, ha chiesto di reindirizzare le risorse destinate agli armamenti verso le necessità di chi vive in condizioni di povertà.

Durante una riunione sulle armi convenzionali nell'ambito dell'ottantunesima sessione dell'Assemblea Generale dell'ONU, l'arcivescovo ha affermato che la proliferazione e l'uso di armi convenzionali alimentano i conflitti e perpetuano la violenza. Tale situazione mina la fiducia reciproca e compromette la ricerca di una pace giusta e duratura. È stata espressa preoccupazione per l'aumento dei costi militari globali, che nel 2025 hanno raggiunto quasi 2,9 trilioni di dollari, creando un contrasto con l'urgente necessità di aiuti umanitari.

L'osservatore ha sollecitato la preservazione e la promozione universale della Convenzione sulle Mine Antipersonale e della Convenzione sulle Munizioni a Grappolo. Ha inoltre chiesto uno strumento giuridicamente vincolante che stabilisca norme e proibizioni chiare per i sistemi di armi letali autonomi. Secondo l'arcivescovo, la decisione di usare la forza letale non può essere delegata a processi automatizzati o opachi, ma deve restare sotto un controllo umano responsabile, consapevole ed efficace.

Un'altra fonte di grande preoccupazione riguarda l'uso di armi esplosive in aree popolate, a causa delle conseguenze umanitarie devastanti, della distruzione delle infrastrutture civili e della sofferenza delle comunità. Per questo motivo, è stata indicata la necessità di rendere universale la Dichiarazione Politica sulle Armi Esplosive in Aree Popolate.

Infine, è stata sottolineata l'importanza di combattere il commercio illecito di armi leggere e di piccolo calibro, che alimentano la violenza e ostacolano lo sviluppo. È necessario rafforzare l'attuazione dello Strumento Internazionale di Tracciamento e del Programma d'Azione per eliminare tale commercio. L'obiettivo finale è ampliare l'accesso all'assistenza sanitaria e all'educazione per promuovere lo sviluppo umano integrale.