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Chiesa nel mondo · 28 ottobre 2026

La Chiesa Cattolica pubblica le letture e la riflessione per il 26 ottobre 2026

a church steeple against a cloudy sky
Troy Spoelma / Unsplash

La Chiesa Cattolica ha pubblicato le letture bibliche, il salmo responsoriale e la riflessione spirituale per la giornata di lunedì 26 ottobre 2026. Il materiale liturgico propone un percorso di fede incentrato sulla misericordia divina e sulla priorità della dignità umana rispetto alle regole formali.

La prima lettura è tratta dalla lettera dell'apostolo Paolo agli Efesini. Il testo esorta i fedeli a comportarsi con benevolenza, compassione e perdono reciproco, imitando la clemenza che Dio ha mostrato in Cristo. I credenti sono invitati a seguire Dio come figli amati e a vivere nell'amore, proprio come Cristo ha amato l'umanità e si è offerto come sacrificio profumato. La lettura condanna esplicitamente l'impurità, la lussuria e l'avidità, definendo queste ultime come idolatria. Si avverte che chi pratica tali vizi non ha parte nel regno di Cristo e di Dio. I fedeli sono ammoniti a non lasciarsi ingannare da parole vuote che attirano l'ira divina sui disobbedienti e a non associarsi con chi vive nell'oscurità, poiché ora sono chiamati a vivere come figli della luce.

Il Vangelo del giorno, secondo l'evangelista Luca, narra un evento avvenuto durante il giorno di sabato. Gesù insegnava in una sinagoga quando incontrò una donna affetta da uno spirito di malattia da diciotto anni. La donna era curva e non poteva raddrizzarsi. Gesù la chiamò e le disse che la sua malattia era guarita. Ponendo le mani su di lei, la donna si raddrizzò immediatamente e glorificò Dio. Il capo della sinagoga si indignò perché Gesù aveva guarito qualcuno nel giorno di sabato, sostenendo che vi erano sei giorni lavorativi per curarsi e che il sabato non era il momento adatto. Gesù rispose accusando i presenti di ipocrisia, chiedendo se non si slegassero i propri animali per portarli ad abbeverarsi anche nel sabato. Sottolineò che quella donna, figlia di Abramo, era stata legata dal diavolo per diciotto anni e meritava di essere liberata. Alla fine del racconto, i nemici di Gesù furono confusi, mentre la folla esultò per le opere meravigliose compiute.

La riflessione spirituale commenta la natura attiva della guarigione narrata nel Vangelo. A differenza di altri miracoli in cui i malati cercavano attivamente il contatto con Gesù, in questo caso fu lui a prendere l'iniziativa verso una donna silenziosa e sofferente. Il testo sottolinea che Dio non è passivo di fronte alla sofferenza dei suoi fedeli, ma interviene con compassione. La riflessione critica inoltre l'atteggiamento del capo della sinagoga, che privilegiava il rispetto letterale della legge sabatica sulla cura del prossimo. Si ricorda che le regole umane non dovrebbero ostacolare la bontà e la felicità condivisa. La preghiera finale chiede a Dio di ricordare ai fedeli che la dignità umana è superiore alle norme create dall'uomo, invitando a flessibilità e adattamento nel servizio al prossimo.