Chiesa nel mondo · 6 novembre 2026
La Bibbia e l'insegnamento sulla generosità e il dono
Le Scritture invitano a donare liberamente, con gioia e per amore del prossimo, come indicato negli scritti di san Paolo e san Matteo.
San Paolo, nella sua seconda lettera ai Corinzi, descrive una raccolta destinata ad aiutare i cristiani di Gerusalemme che affrontavano difficoltà materiali. L'apostolo chiarisce che il dono cristiano non è un semplice gesto materiale, ma deve essere libero, generoso e compiuto di buon cuore. Egli utilizza l'immagine della semina, spiegando che chi semina poco raccoglie poco, mentre chi semina largamente raccoglie largamente, sottolineando che Dio ama chi dona gioiosamente.
Il Vangelo secondo san Matteo riporta l'episodio di un giovane ricco che chiede a Gesù come ottenere la vita eterna. Il Cristo gli risponde di vendere i suoi beni, di donarli ai poveri per avere un tesoro nei cieli e di seguirlo. Il giovane se ne va triste a causa dei suoi grandi possedimenti. Questo episodio evidenzia che la generosità richiede una libertà interiore e la capacità di distaccarsi dai beni terreni per affidarsi a Dio.
Nel 1984, san Giovanni Paolo II ha ripreso questi insegnamenti in una lettera per la Quaresima. Ha ricordato ai cristiani l'importanza della condivisione e della solidarietà verso i più poveri. Ha esortato i fedeli a provare gioia per il cibo condiviso, l'ospitalità agli stranieri, i soccorsi per la promozione umana dei poveri e il lavoro per i disoccupati. Secondo questo insegnamento, l'amore di Dio è inseparabile dal servizio urgente verso il prossimo.
L'obiettivo finale del dono è comprendere che ciò che viene dato al prossimo è donato al Cristo. Il gesto di donare non consiste solo nel privarsi di un possedimento, ma rappresenta un atto d'amore verso chi ha bisogno e, di conseguenza, un modo per amare e servire Dio.