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Chiesa nel mondo · 25 ottobre 2026

Il Santo Sede e l'Honduras firmano un trattato per la libertà religiosa e la collaborazione sociale

brown concrete building under blue sky during daytime
chris robert / Unsplash

Il Santo Sede e la Repubblica dell'Honduras hanno sottoscritto giovedì mattina un accordo bilaterale volto a regolamentare i rapporti tra le due entità e a garantire la libertà di azione della Chiesa cattolica nel paese centroamericano. La cerimonia di firma si è svolta nella Sala dei Trattati del Palazzo Apostolico, segnando un momento significativo nelle relazioni diplomatiche tra le due parti. Il documento è stato siglato dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, e da Nasry Juan Asfura Zablah, presidente della Repubblica dell'Honduras, alla presenza di alte cariche di entrambi gli stati.

Il trattato, composto da venticinque articoli, ha l'obiettivo di consolidare le buone relazioni già esistenti e di proteggere la personalità giuridica della Chiesa. L'accordo favorisce una collaborazione fruttuosa tra l'istituzione ecclesiastica e lo stato nella promozione del bene comune, nonché dei valori spirituali, umani e culturali del popolo honduregno. In conformità con la dichiarazione Dignitatis Humanae del Concilio Vaticano Secondo, il testo mira a garantire ulteriormente la libertà religiosa, inclusa la libertà di culto, assicurando così alla Chiesa la piena autonomia nello svolgimento della sua missione. Viene inoltre ribadito il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, in linea con gli strumenti internazionali relativi ai diritti umani.

Un aspetto centrale del nuovo accordo riguarda il riconoscimento da parte dello stato del diritto della Chiesa di agire secondo le proprie norme, di autogovernarsi e di nominare liberamente i propri ministri del culto. Il testo garantisce esplicitamente il diritto all'obiezione di coscienza e protegge l'inviolabilità del segreto sacramentale senza condizioni né limitazioni, estendendo tale protezione anche al segreto degli agenti pastorali in modo analogo al segreto della confessione. Viene inoltre riconosciuto il diritto dell'istituzione ecclesiastica di istituire strutture educative e caritative, nonché di fornire assistenza spirituale e cura pastorale alle persone ospitate in strutture di assistenza sociale, educative, sanitarie e penitenziarie, sia pubbliche che private. È prevista anche una facilitazione per la cura pastorale dei membri delle forze armate e della polizia.

L'entrata in vigore del trattato è subordinata alle procedure di ratifica previste dalle rispettive legislazioni nazionali e avverrà ufficialmente nel giorno dello scambio degli strumenti di ratifica. A margine della cerimonia ufficiale, si è tenuto un colloquio cordiale tra le delegazioni durante il quale è stata discussa la contribuzione positiva della Chiesa a favore dello sviluppo umano, sociale e culturale del paese. Le parti hanno inoltre affrontato alcuni temi di interesse comune a livello regionale e internazionale, evidenziando la volontà di mantenere un dialogo costruttivo su questioni che trascendono i confini nazionali.

Alla cerimonia hanno partecipato diversi rappresentanti di alto livello. Per conto del Santo Sede erano presenti monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per le Relazioni con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, insieme ad altri funzionari della Segreteria di Stato. La delegazione dell'Honduras includeva la segretaria di stato per le Relazioni Esterne e la Cooperazione Internazionale, il ministro della Presidenza e l'ambasciatrice del paese accreditata presso il Santo Sede. La presenza di tali figure sottolinea l'importanza attribuita da entrambe le parti a questo strumento diplomatico per il futuro delle relazioni bilaterali.