Chiesa nel mondo · 7 ottobre 2026
Papa Leo celebra la festa di San Michele Arcangelo per la Gendarmeria Vaticana
Papa Leo ha celebrato l'eucaristia per i membri del corpo militare vaticano in occasione della festa di San Michele Arcangelo, patrono della Guardia Svizzera, all'interno dei Giardini Vaticani.
Durante la riflessione sulla prima lettura tratta dal libro del profeta Isaia, il Pontefice ha paragonato l'amore di Dio per il suo popolo a quello di un vignatore che cura con amore la propria vigna. Ha affermato che Dio chiama tutti i suoi figli a lavorare in questa vigna, sia come vignatori che come operai. In questo contesto, il servizio della Gendarmeria è stato descritto come un modo per operare come lavoratori nella vigna divina, assumendo la responsabilità di accudire luoghi, ingressi, edifici e, soprattutto, le persone.
Il Papa ha sottolineato che tale servizio è prezioso quando gli altri non vengono visti come problemi da risolvere, ma come individui da rispettare e accudire. Riferendosi a una parabola del Vangelo, ha esortato a svolgere le proprie mansioni con umiltà e dedizione, vivendo con senso del dovere e saggezza. Ha spiegato che l'autorità deve esprimersi attraverso la protezione, l'ascolto e un senso di compagnia, manifestandosi con fermezza e rispetto.
Il centro della vita dei gendarmi deve essere il servizio a Gesù Cristo, il Salvatore. Papa Leo ha insegnato che da Cristo si apprende una forza che rende umili, una pazienza che nasce dalla cautela, un'autorità che cammina insieme all'umiltà e un coraggio che scaturisce dalla compassione.
Citando San Paolo, il Pontefice ha invitato a non preoccuparsi di nulla, ma a presentare ogni cosa a Dio. Ha riconosciuto che il servizio di sicurezza comporta giorni difficili e decisioni rapide che possono generare ansia, ma ha ricordato che l'operatore non porta tutto il peso da solo: attraverso la preghiera e la fede, può trovare in Dio la pace necessaria per agire con chiarezza e un cuore sereno.
Il Papa ha esortato i presenti a concentrarsi sulle qualità interiori, come la verità, la giustizia e la bontà, prima di occuparsi della sicurezza esterna. Ha raccomandato di proteggere il proprio cuore affinché non diventi duro, ma rimanga umile verso Dio e attento agli altri. Ha inoltre sottolineato l'importanza di proteggere la propria coscienza per guidare correttamente i fratelli, affinché nessuno si senta solo e tutti ricevano accoglienza e aiuto. Un gruppo diventa una comunità quando i membri si prendono cura l'uno dell'altro, camminando insieme con semplicità e amore.
Al termine del messaggio, Papa Leo ha espresso gratitudine alle famiglie della Gendarmeria. Rivolgendosi a quindici persone che hanno prestato giuramento, ha chiesto loro di non dimenticare la natura del servizio scelto, rimanendo affidabili, saggi e fedeli, ispirati dal servizio in Gesù.
Infine, il Pontefice ha affidato tutti i membri della Gendarmeria e le loro famiglie a Maria, donna della fede, e ha invocato l'intercessione di San Michele Arcangelo affinché li protegga, li aiuti a rimanere fedeli e li sostenga nella lotta contro ogni male.