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Cultura e idee · 1 ottobre 2026

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Il Vaticano punta all'Oscar con il documentario su Giacomo Mattivi

woman reading book
Sincerely Media / Unsplash

Il Vaticano ha avviato la corsa per una nomination all'Oscar con il documentario "Green Lava", la prima produzione legata alla Santa Sede a partecipare alla competizione. L'opera, della durata di 39 minuti, racconta la vita di Giacomo Mattivi, un giovane italiano di 25 anni affetto da distrofia muscolare di Duchenne. Il film è stato prodotto dalla società Emotions to Generate Change in collaborazione con Vatican News e Vatican Media. La produzione è stata presentata a Los Angeles la scorsa settimana per qualificarsi per la considerazione dell'Academy Award, con una proiezione al Lumiere Music Hall di Beverly Hills tra il 18 e il 24 settembre. La categoria per il miglior cortometraggio documentario consente l'ingresso di produzioni indipendenti senza il supporto formale di un governo o di un comitato nazionale, motivo per cui il film non concorre ufficialmente a nome del Vaticano.

Il documentario segue la vita quotidiana di Giacomo, un uomo descritto come altamente intelligente e sensibile, che sogna di diventare sociologo. La malattia gli ha causato una perdita significativa della forza muscolare nel corso di oltre due decenni. Da bambino poteva camminare, ma oggi si muove in sedia a rotelle, che controlla con i pochi movimenti residui di mani e testa. Deve inoltre passare molte ore collegato a un ventilatore. Il film mostra come le attività semplici, come alzarsi al mattino, richiedano ore di assistenza. I genitori di Giacomo sanno che la vita dei loro figli sarà segnata dalla difficoltà e probabilmente sarà più breve a causa della gravità della malattia.

Il fratello maggiore di Giacomo soffriva della stessa condizione e è morto a seguito di una crisi respiratoria. Giacomo era nella stessa stanza e ha assistito alla sua morte. Il documentario ritrae senza esitazioni quel momento e la sofferenza che ne è derivata, consapevole che anche il futuro di Giacomo è segnato dalla malattia. La regista co-direttrice, Lia Beltrami, ha spiegato che la storia è attraversata dalla croce, poiché Giacomo trova la forza di non lasciarsi sconfiggere e di continuare a muoversi in avanti, trovando anche un senso nella morte del fratello. Non ha più paura di affrontare la fine della sua vita e sta completando i suoi studi di sociologia con una tesi dedicata al tema della morte, una realtà considerata tabù nella società.

Il titolo "Green Lava" non è casuale. Per Giacomo, il verde dei pini è un pilastro essenziale della sua vita, mentre la lava rappresenta la forza di un vulcano. Il giovane si sente come un vulcano e ha bisogno di quella lava per restare vivo e non pietrificarsi. Il film è stato girato nelle Dolomiti, la catena montuosa nel nord Italia dove Giacomo vive, e le immagini di foreste di pini avvolgono l'intero contesto. Il Vaticano spera che, se il documentario entrasse in corsa per l'Oscar, ispiri molte più persone a guardare alla fede e alla famiglia per perseverare attraverso prove molto difficili.