Chiesa nel mondo · 3 ottobre 2026
Il Papa riceve la Commissione Internazionale delle Monache Domenicane Contemplative
Il Papa Leone XIV ha accolto mercoledì mattina, presso il Palazzo Apostolico in Vaticano, la Commissione Internazionale delle Monache Domenicane Contemplative.
Durante l'incontro, il Pontefice ha sottolineato che la vocazione contemplativa, sia nello spirito domenicano che nell'intera Chiesa, non è marginale rispetto alla missione, ma ne rappresenta il cuore pulsante. Ha ricordato che, fin dalle origini, le monache dedicate alla preghiera contemplativa e allo studio hanno accompagnato la predicazione dei fratelli attraverso la penitenza, condividendo lo stesso dono spirituale.
Il Papa ha rivolto un richiamo specifico alle presidenti delle unioni, definendole custodi di valori fondamentali. Ha esortato affinché le visite ai monasteri siano occasioni di incontro con il Signore, preghiera, ascolto reciproco, correzione fraterna e riconciliazione. Ha inoltre insistito sull'importanza del silenzio, descrivendolo come un atto volontario che permette di guardare dentro se stessi, essere attenti alle sorelle e agli altri, e creare spazi di libertà e verità in un mondo caratterizzato dalla velocità.
Il Pontefice ha affrontato le difficoltà attuali che le presidenti delle unioni devono gestire, tra cui l'invecchiamento delle comunità, il numero di decessi superiore alle nuove vocazioni, il calo della capacità lavorativa e le conseguenti problematiche economiche legate alla gestione di proprietà costose. Ha menzionato inoltre le sfide della formazione comune, del multiculturalismo e dell'organizzazione strutturale della compagnia.
Il Papa ha messo in guardia contro la tentazione di uno spirito di sopravvivenza che spinge all'isolamento e alla riduzione degli impegni per evitare la dipendenza dagli altri o la chiusura dei monasteri. Ha invitato a non concentrarsi eccessivamente su come mantenere strutture che si svuotano, ma ad ascoltare ciò che lo Spirito richiede oggi alla vita contemplativa domenicana.
In conclusione, ha incoraggiato le religiose a non perdere il coraggio nonostante i problemi del periodo attuale, definendo prezioso il loro servizio per la Chiesa. Le ha esortate a rimanere unite senza diventare uguali, fedeli alla tradizione ma aperte alla modernità.