Cultura e idee · 23 ottobre 2026
I cardinali francesi chiedono la fine della violenza e il ritorno della pace
Il cardinale Jean-Marc Aveline e l'arcivescovo Olivier de Germay hanno lanciato un appello urgente affinché cessino le violenze in Francia e venga restaurata la pace, esprimendo solidarietà alle vittime dei disordini che hanno colpito diverse città del paese. I due prelati hanno condannato fermamente gli atti di vandalismo, i saccheggi e gli attacchi contro le forze dell'ordine, definendo la situazione inaccettabile e simile a una guerra urbana.
Il cardinale Aveline, arcivescovo di Marsiglia, ha pubblicato una dichiarazione sul sito web dell'arcidiocesi sabato 17 ottobre, pochi giorni dopo gli scontri avvenuti nella capitale e in altre città francesi. Egli ha esortato tutti a non lasciarsi coinvolgere nel ciclo di violenza e ha invitato i fedeli a pregare affinché le difficoltà terminino e la pace faccia ritorno. Il porporato ha descritto gli eventi come manifestazioni di una violenza inaccettabile, durante le quali negozi sono stati saccheggiati, chiese danneggiate, municipi presi d'assalto, una stazione di polizia vandalizzata e membri delle forze di sicurezza aggrediti. La Chiesa di Marsiglia ha espresso il proprio sostegno e la propria unità con le persone ferite e con i commercianti vittime di questi atti distruttivi. Il cardinale ha sottolineato che la città e la nazione meritano di meglio.
Anche l'arcivescovo di Lione, Olivier de Germay, ha espresso sentimenti simili attraverso un messaggio sulla piattaforma X, mostrando solidarietà ai commercianti, agli agenti delle forze dell'ordine e a tutte le persone colpite da questi eccessi, inclusi coloro che intendevano manifestare pacificamente. Egli ha affermato che la violenza verificatasi sabato nel capoluogo della regione Alvernia-Rodano-Alpi è andata ben oltre i limiti di una protesta legittima. L'arcivescovo ha descritto la città come teatro di scontri inaccettabili, odio, distruzione e saccheggi. Pur riconoscendo che le proteste non devono essere ignorate poiché segnalano le difficoltà di una società in crisi, ha ribadito che la violenza non è il modo per esprimere le proprie rimostranze, definendola un vicolo cieco che porta solo ingiustizia e divisione. Ha invitato tutti a confrontarsi con le sfide della società stando uniti e non gli uni contro gli altri, esortando a pregare per la pace e a diventare operatori di pace.
Nel frattempo, le autorità locali hanno imposto un divieto di manifestazione nella città di Marsiglia il 19 ottobre, dalle ore 12:00 alle ore 20:00. Il governo francese ha assunto la responsabilità degli eventi, con il ministro della Giustizia Gérald Darmanin che ha ammesso il fallimento nel mantenere l'ordine pubblico durante il fine settimana, pur esprimendo sostegno al ministro dell'Interno Laurent Nuñez. Quest'ultimo ha riconosciuto che le forze dell'ordine avevano perso il controllo delle folle in diverse città e aveva presentato le dimissioni al presidente Emmanuel Macron, che le ha respinte. In un discorso alla nazione tenuto domenica sera, il presidente ha parlato di rabbia e vergogna, riconoscendo le preoccupazioni degli studenti e chiedendo unità alle forze politiche, promettendo al contempo un atteggiamento severo verso i responsabili della violenza.
I danni materiali stanno emergendo con maggiore chiarezza. Il presidente della rete delle Camere di Commercio e Industria francesi ha dichiarato che oltre 2000 negozi e centri commerciali sono stati vandalizzati, con danni stimati in milioni di euro. Le proteste sono proseguite anche la mattina del 19 ottobre, con manifestanti che hanno bloccato l'accesso al Museo del Louvre a Parigi. Nella notte tra sabato e domenica, ulteriori saccheggi e violenze hanno colpito la capitale, dove almeno 30 negozi sono stati presi di mira. Le autorità hanno effettuato 351 arresti nelle ultime ore, portando il numero totale di detenuti dall'inizio dei disordini a 2331, decine dei quali sono stati posti in custodia cautelare in attesa di processo. Gli organizzatori delle proteste iniziate il 17 ottobre hanno annunciato un secondo atto di manifestazione per sabato 24 ottobre.