Chiesa nel mondo · 11 ottobre 2026
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Dodici anziani del cosin criticano la decisione dell'assemblea generale di trattare solo come riferimento il rapporto sulle prediche
Dodici anziani della Chiesa Presbiteriana Coreana di Cosin, tra cui professori emeriti della Scuola Teologica di Corea e pastori ed anziani in pensione, hanno pubblicato una dichiarazione l'otto ottobre duemilaventisei per criticare la decisione della settantaseiesima assemblea generale di trattare esclusivamente come riferimento il rapporto del corpo docente riguardante le prediche del pastore Son Hyun-bo. I firmatari hanno espresso seria preoccupazione affermando che la politica non può essere posta al di sopra della teologia.
La settantacinquesima assemblea generale aveva precedentemente incaricato il corpo docente della scuola teologica di esaminare teologicamente quattro prediche tenute dal pastore Son, a seguito di una richiesta formale presentata da tre presbiteri regionali. Dopo un anno di studio, il corpo docente ha concluso che i contenuti, i metodi e gli scopi di tali prediche entravano in conflitto strutturale con la comprensione della predicazione stabilita nei documenti di confessione di fede adottati dall'assemblea generale. Il rapporto evidenziava che la Scrittura veniva utilizzata come strumento sussidiario per giudizi politici piuttosto che come centro del messaggio, e che lo scopo della predicazione era spostato dalla conversione e dalla santificazione verso il risveglio politico e l'incitamento all'azione.
Durante la sessione della settantaseiesima assemblea generale tenuta il sedici settembre, i delegati hanno votato contro l'adozione ufficiale di tale rapporto, approvando invece una mozione modificata per trattarlo come semplice riferimento con duecentottantuno voti favorevoli e sessantanove contrari. Subito dopo la votazione, il pastore Son ha dichiarato ai media che avrebbe mantenuto invariate le sue attività e le sue dichiarazioni, definendo la decisione dell'assemblea come un discorso privo di valore nutritivo.
Gli anziani hanno contestato la procedura seguita durante l'assemblea, notando come sia stata ignorata la consuetudine di votare senza dibattito per le mozioni lasciate in sospeso, concedendo invece ripetutamente la parola ai delegati contrari all'adozione del rapporto e fornendo al pastore Son l'opportunità di difendersi. La dichiarazione sostiene che preoccupazioni riguardanti possibili interpretazioni politiche o conflitti interni non possono costituire criteri validi per un giudizio teologico, interrogandosi se la stessa decisione sarebbe stata presa se un pastore con orientamento politico opposto avesse criticato figure politiche in modo analogo.
Il documento afferma che questa decisione ha minato l'autorità del corpo docente della scuola teologica e del dipartimento teologico dell'assemblea, rompendo la tradizione storica della denominazione di affidare le questioni teologiche cruciali allo studio accademico per stabilire standard confessionali. Gli anziani avvertono che ora non esiste più un meccanismo a livello denominazionale per impedire ai pastori delle singole chiese di tenere prediche politiche basate sulle proprie opinioni personali. Viene citato come esempio il fatto che, immediatamente dopo l'assemblea, il titolo della predica domenicale nella chiesa guidata dal pastore Son era dedicato al re Acab e a un politico contemporaneo, durante la quale il predicatore ha definito i professori della scuola teologica come docenti al servizio del potere.
La dichiarazione richiama l'eredità dei predecessori che rifiutarono l'adorazione dei santuari shintoisti, sostenendo che l'identità della denominazione fondata sulla teologia riformata è stata compromessa anteponendo giudizi politici ai principi teologici. Citando il capitolo trentuno della Confessione di Fede di Westminster, gli anziani ricordano che anche le decisioni delle assemblee possono contenere errori e devono essere valutate alla luce della Parola di Dio e delle confessioni di fede. Essi richiedono all'assemblea generale di istituire misure correttive affinché il rapporto del corpo docente funzioni come criterio teologico per prevenire prediche politiche e di creare dispositivi istituzionali che impediscano a convinzioni politiche o calcoli umani di influenzare le decisioni ecclesiastiche.