Chiesa nel mondo · 9 ottobre 2026
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Sospeso un sacerdote per legami con la Fraternità San Pio X
Il sacerdote David Mary Engo è stato sospeso da tutti i servizi pubblici e sacerdotali nella diocesi di Knoxville negli Stati Uniti d'America. Il vescovo Mark Beckman ha emesso questa disposizione a causa delle attività del religioso condotte in collaborazione con i laici, le quali sono strettamente collegate alla Fraternità Sacerdotale San Pio X. I fedeli hanno ricevuto l'ordine esplicito di non partecipare alle funzioni religiose organizzate o guidate dal padre sospeso.
La comunicazione ufficiale della diocesi specifica che il vescovo non ha approvato, né tollerato, né tantomeno sanzionato la creazione di priorati, missioni, cappelle, fondazioni o altre istituzioni apostoliche all'interno del territorio diocesano. Queste strutture avevano lo scopo di promuovere gli obiettivi o il ministero della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Di conseguenza, è stato vietato ai cattolici di assistere alle messe, alle celebrazioni dei sacramenti, agli esercizi spirituali, alle conferenze o a qualsiasi altro evento religioso gestito dal sacerdote interessato.
L'amministrazione diocesana sconsiglia inoltre qualsiasi forma di sostegno materiale o organizzativo volto alla fondazione o al mantenimento di un apostolato della Fraternità all'interno della giurisdizione locale. La diocesi fa riferimento a una dichiarazione del Vaticano rilasciata all'inizio di luglio, la quale afferma che i chierici della Fraternità si trovano in una situazione di scisma. I credenti vengono esortati a rimanere fermi nella comunione con il Papa, con i vescovi uniti a lui e con l'intera Chiesa, astenendosi dalla partecipazione alle celebrazioni e alle attività organizzate dal gruppo tradizionalista.
La diocesi ha invitato i simpatizzanti della Fraternità a fare affidamento sul supporto pastorale e canonico offerto dai propri parroci regolari. L'obiettivo dichiarato è garantire a tutti i fedeli una cura delle anime rispettosa e fedele, preservando al contempo la comunione con il Pontefice e con la Chiesa universale. Questo richiamo avviene nel contesto di un conflitto più ampio tra Roma e una minoranza di tradizionalisti che, sin dal Concilio Vaticano Secondo, si oppongono alla modernizzazione della liturgia e della struttura ecclesiastica, con particolare attenzione alla celebrazione della cosiddetta Messa antica.
La tensione tra la Santa Sede e la Fraternità è aumentata dopo che il gruppo ha consacrato quattro vescovi senza il mandato papale, un atto che ha portato alla scomunica della comunità. Sebbene la Fraternità mantenga una presenza in varie regioni, inclusa un'arcidiocesi in Germania con chiese e centri scolastici, le autorità ecclesiastiche locali stanno ora mettendo in guardia i fedeli contro la validità dei loro sacramenti e la liceità delle loro funzioni. Gli storici della Chiesa definiscono questa situazione come grave, sottolineando la natura scismatica dell'atteggiamento del gruppo rispetto all'autorità centrale.