Chiesa nel mondo · 21 ottobre 2026
Pubblicato anche in Deutsch, Español, Polski, Português (Brasil), Français
Parolin celebra i 60 anni di relazioni diplomatiche tra Vaticano e Iraq
Il cardinale Pietro Parolin ha partecipato all'inaugurazione della nuova sede dell'ambasciata apostolica irachena presso la Santa Sede, evento che segna il sessantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Vaticano e Iraq. Il porporato ha definito l'apertura della nuova sede un segno di speranza in un contesto globale caratterizzato da crescente diffidenza. Parolin ha sottolineato come l'ambasciata rappresenti un canale affidabile per il dialogo e la cooperazione tra le nazioni. Ha inoltre affermato che la diplomazia costituisce l'alternativa potente e sostanzialmente unica alla risoluzione violenta dei conflitti che attualmente affliggono il mondo. Il cardinale ha ricordato come il Papa Paolo VI abbia ispirato l'instaurazione di questi legami sessant'anni fa, citando l'enciclica "Quantum Utilitatis".
Il ministro degli Esteri iracheno ha evidenziato come questi sessant'anni di rapporto abbiano dimostrato l'importanza di mantenere canali diplomatici professionali, specialmente durante i momenti più difficili della storia irachena. Ha inoltre riconosciuto i cristiani iracheni come parte integrante della nazione. Parolin ha poi reso omaggio al ruolo dei diplomatici e dei funzionari iracheni che hanno dedicato la vita a guarire le ferite della guerra e a seminare semi di speranza. L'evento è stato l'occasione per ringraziare l'ambasciatore Ammar Dawood e tutto il corpo diplomatico iracheno presente a Baghdad. Parolin ha citato Abramo come padre comune, sottolineando come il 6 marzo, data della storica visita papale in Iraq, sia ricordata come "Giornata di tolleranza e coesistenza".
Infine, parlando alle nuove generazioni, il porporato ha auspicato che la qualità dell'istruzione fornita dalle scuole e dall'università di Arbil contribuisca alla costruzione di un paese pacifico e stabile. Ha concluso augurando che l'eredità di speranza ereditata da Abramo e maturata in sessant'anni di relazioni diplomatiche continui a ispirare il futuro delle relazioni tra Vaticano e Iraq.