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Chiesa nel mondo · 16 ottobre 2026

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Liturgia del 14 ottobre 2026: letture e riflessione sul Vangelo di Luca

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La liturgia cattolica per il mercoledì 14 ottobre 2026, che corrisponde alla ventottesima settimana del tempo ordinario, è dedicata alla memoria di San Calisto I, papa e martire. Il colore liturgico previsto per la celebrazione è il verde. La giornata si apre con la proclamazione di un passo tratto dalla lettera di San Paolo ai Galati, che esorta i fedeli a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo per non vivere più sotto la legge della Torah. Il testo biblico distingue chiaramente tra le opere della carne, che includono la lussuria, l'idolatria e la discordia, e i frutti dello Spirito, quali l'amore, la gioia, la pace e la pazienza. Viene sottolineato che chi appartiene a Cristo ha crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri, invitando i credenti a vivere sotto la guida dello Spirito.

Il Vangelo del giorno, tratto dal secondo libro di Luca, riporta le parole di Gesù rivolte ai farisei e agli scribi. Il Messia li ammonisce con tre maledizioni specifiche. La prima riguarda la loro attenzione ossessiva al pagamento della decima di semi di cumino, di aneto e di ogni tipo di verdura, mentre trascurano la giustizia e l'amore di Dio. La seconda maledizione si riferisce al loro desiderio di sedersi nei posti d'onore nelle sinagoghe e di essere salutati con rispetto nelle piazze. La terza li paragona a tombe imbiancate, che appaiono belle all'esterno ma sono piene di ossa e impurità all'interno.

Un dotto della legge interviene durante il discorso, affermando che le parole di Gesù offendono anche lui. In risposta, Gesù aggiunge una quarta ammonizione rivolta agli scribi, accusandoli di imporre agli altri pesi insopportabili che loro stessi non toccano nemmeno con un dito. La riflessione teologica collegata a queste letture osserva che, nel mondo contemporaneo, molti detentori di cariche e legislatori creano regole che gravano sul popolo, mentre godono di facilitazioni personali che li esentano dal rispetto delle norme da loro stessi stabilite.

Il commento liturgico analizza la prima critica di Gesù, notando che i farisei hanno distorto il significato della decima, che dovrebbe essere un segno di gratitudine verso il Signore. Invece di ispirare gratitudine, la loro pratica ha creato la sensazione di essere sfruttati. Si evidenzia inoltre l'ambizione personale dei farisei, che cercano la lode umana per sentirsi completi, e la loro ipocrisia, descritta come un comportamento corrotto e impuro. La riflessione conclude con una preghiera che chiede a Dio di aiutare i fedeli a evitare atteggiamenti simili a quelli dei farisei e degli scribi, impegnandosi per l'autenticità, la giustizia e l'amore verso Dio e il prossimo.