Cultura e idee · 12 ottobre 2026
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Il presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti critica la decisione di trasmettere in diretta l'esecuzione capitale
Il presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, l'arcivescovo Paul Stagg Coakley, ha espresso la propria condanna per la decisione del Dipartimento della Difesa di Washington di trasmettere in diretta l'esecuzione capitale di Nidal Hasan. L'arcivescovo ha definito la scelta una promozione barbara di una cultura della morte, affermando che le azioni di Hasan non possono in alcun modo essere giustificate, ma che la decisione di trasmettere l'evento deve essere riconsiderata.
Coakley ha dichiarato di aver ricevuto la notizia con costernazione e grande dolore. Ha citato la parola di Dio, che esorta a non rendere il male per il male, sostenendo che un'esecuzione pubblica, anche di chi ha causato gravi danni, danneggerà ulteriormente il tessuto morale della nazione e sarà come ruggine sulla coscienza del suo popolo. Il prelato ha concluso affermando di pregare per l'intercessione di Nostra Signora del Buon Consiglio affinché la nazione possa scegliere sempre la vita, anche nelle circostanze più difficili.
L'annuncio del Dipartimento della Difesa è seguito alle raccomandazioni del capo del Pentagono, Pete Hegseth, e all'approvazione del presidente Donald Trump. Nidal Hasan, ex psichiatra dell'esercito statunitense, è stato condannato per la strage commessa nel 2009 al Soldier Readiness Processing Center di Fort Hood, in Texas, dove ha aperto il fuoco uccidendo 13 persone e ferendone altre 32.
Se Hasan non presenterà ricorso, che potrebbe prolungare notevolmente i tempi, si tratterebbe della prima esecuzione condotta dall'esercito statunitense dal 1961 e della prima per fucilazione dal 1945. Il Pentagono ha annunciato che, in assenza di ricorsi, l'esecuzione dovrebbe avere luogo il 3 dicembre nella base militare di Fort Hood, in Texas, lo stesso luogo in cui Hasan ha commesso la strage nel 2009.