Chiesa nel mondo · 8 ottobre 2026
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Il Papa ricorda la storia unica della Chiesa in Corea
Il Santo Padre ha ringraziato la comunità della collegiata per il servizio alla Chiesa in Corea e in tutto il mondo, sottolineando l'unicità della storia del cattolicesimo coreano. "In Corea la fede è nata spontaneamente e si è sviluppata anche attraverso le sincere ricerche di persone che si sono avvicinate ai testi cristiani e desideravano conoscere di più su Gesù Cristo. Da questa ricerca è nato il desiderio di battezzarsi, e dal battesimo è sorta una comunità che ricordava la Chiesa primitiva". Questa storia, ha continuato il Papa, ci spinge a mantenere viva la memoria e la speranza.
La Chiesa in Corea è cresciuta grazie alla testimonianza dei martiri, la cui speranza "non dipendeva dalle circostanze favorevoli, ma derivava dalla certezza che Cristo ha già vinto". "Mantenere viva la memoria dei martiri significa che la loro fede vive nelle nostre scelte, nel servizio, nel perdono e nell'abnegazione". Il Santo Padre ha citato il Servo di Dio Tommaso Choi Yang-Op, il secondo sacerdote nella storia della Corea, ricordato dalla Chiesa come "il martire della settima generazione". Per undici anni ha portato instancabilmente la Parola di Dio e i Sacramenti in zone remote e difficili della Corea.
Il Papa ha toccato il tema doloroso della divisione della penisola coreana, esortando i religiosi a essere sempre "uomini di riconciliazione". "Continuiamo a lavorare e a pregare affinché si aprano nuovi percorsi di incontro e l'Evangelo della pace possa essere proclamato liberamente in tutte le terre della penisola coreana e nel mondo intero". Al termine dell'udienza, il Papa ha affidato i presbiteri e i religiosi coreani, molti dei quali coinvolti nella preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù a Seoul, all'Incoronata Vergine, patrona celeste della Corea.