Chiesa nel mondo · 10 ottobre 2026
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Il Papa: adorando Cristo, il fedele non può accettare oppressione né ingiustizia
Il Papa ha tenuto la sua catechesi durante l'Udienza Generale di mercoledì sette ottobre duemilaventisei, affrontando il tema della missione della Chiesa nel mondo contemporaneo. Il Pontefice ha ripreso il ciclo di insegnamenti sui documenti del Concilio Vaticano Secondo, commentando specificamente il quarto capitolo della Costituzione pastorale Gaudium et Spes.
Il Santo Padre ha spiegato che il Concilio ricorda come la Chiesa non si trovi al di sopra né a lato del mondo, ma sia invece radicata in esso. La Chiesa è descritta come il mondo già riconciliato con Dio, mentre i credenti sono pellegrini sulla terra che condividono con questo mondo sia la fragilità sia la bellezza. La missione ecclesiale possiede una portata storica e implica una responsabilità riguardo al modo in cui si tessono le relazioni sociali. Il primo compito consiste nell'aiutare le persone a prestare attenzione alle questioni profonde della vita, riguardanti l'origine e il destino umano, nonché il senso dell'amore e del dolore.
È stato sottolineato che la logica del profitto a ogni costo e la manipolazione dell'informazione rischiano di esercitare una pressione indebita per conformare le persone a uno stile di vita centrato sul consumo di beni materiali. Tuttavia, il cuore umano è stato fatto per guardare in alto. I Padri Conciliari ricordano inoltre che la missione della Chiesa si concretizza anche nel contributo alla costruzione della città terrena. Questo non significa un compito di natura politica, ma consiste nella testimonianza della fede e della carità, unitamente all'impegno per la giustizia, la pace e la fraternità.
Adorando Cristo, il Giusto che è morto per gli ingiusti, il fedele non può accettare l'oppressione dei piccoli e dei poveri, né le strutture ingiuste che perpetuano condizioni di dipendenza e di ingiustizia. Per orientare l'azione dei cristiani esiste la Dottrina Sociale della Chiesa. In modo speciale, i laici sono chiamati ad animare il mondo con lo spirito cristiano e la visione del Vangelo, soprattutto nella famiglia e nell'attività professionale. Ciò richiede, sopra ogni cosa, coerenza. I Padri Conciliari ricordano che il distacco tra la fede professata e la vita quotidiana deve essere contato tra gli errori più gravi del nostro tempo.
Il desiderio della Chiesa, secondo quanto espresso nella Gaudium et Spes, è poter svilupparsi liberamente sotto qualsiasi regime che riconosca i diritti fondamentali della persona e della famiglia, oltre agli imperativi del bene comune. Per questo motivo, la Chiesa rimane sempre attenta a ciò che accade e si sviluppa nella società, senza lasciarsi trascinare dalle mode culturali. Non è diluendo i contenuti e attenuando le esigenze che si può rendere il cristianesimo attraente. L'invito finale del Pontefice ai fedeli è di diventare docili all'azione dello Spirito Santo, affinché Egli aiuti a vivere in santità e carità, in modo che il mondo possa credere e avere speranza.