Chiesa nel mondo · 26 ottobre 2026
Il diritto canonico deve riflettere la giustizia mai separata dalla verità
Il Papa Leone XIV ha esortato i partecipanti al congresso internazionale della facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana a garantire che la legge ecclesiastica rifletta sempre una giustizia che non si separa mai dalla verità e dalla misericordia. Il discorso è stato pronunciato il 23 ottobre nella sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano, in occasione del centocinquantesimo anniversario della fondazione della facoltà. Il Pontefice ha sottolineato che l'obiettivo del diritto interno alla Chiesa è preservare la comunione e favorire lo sviluppo organico dell'amore, della grazia e del carisma, ponendo al centro il bene soprannaturale delle persone. La facoltà, istituita il 16 agosto 1876 per volontà del beato Pio IX, rappresenta il culmine di una lunga tradizione di studio e insegnamento del diritto canonico che ha accompagnato la storia del Collegio Romano e della Compagnia di Gesù. Il Papa ha ricordato che i numerosi maestri che hanno onorato la facoltà costituiscono un filo ininterrotto che unisce le generazioni e trasmette un prezioso patrimonio scientifico ed ecclesiale.
Questo percorso si inserisce in una spiritualità derivante dagli Esercizi spirituali di sant'Ignazio di Loyola, che trova una sua caratteristica espressione nella formula latina che significa non molte cose, ma molte qualità. L'approccio spirituale osservato dal Pontefice risuona nel modo in cui la facoltà concepisce l'insegnamento del diritto della Chiesa, il cui scopo non è solo conoscere le norme che regolano la vita ecclesiale, ma formare persone capaci di sviluppare il senso ecclesiale del giusto. Tale prospettiva si acquisisce attraverso lo studio approfondito delle fonti, della tradizione canonica e dei principi teologici che illuminano la norma. Il Papa ha citato la Costituzione apostolica Sacrae disciplinae leges, promulgata da san Giovanni Paolo II, che afferma l'impossibilità di tradurre perfettamente in linguaggio canonico l'immagine della Chiesa, pur riconoscendo che il diritto canonico deve comunque rifletterla. Il diritto interno alla Chiesa svolge una funzione essenziale per preservare la propria comunione, creando un ordine nella società ecclesiale che accorda la priorità all'amore, alla grazia e al carisma.
Il bene della persona e quello della comunità ecclesiale non possono esistere indipendentemente l'uno dall'altro. Il Papa ha richiamato la formula di sant'Agostino che definisce la giustizia come l'amore ordinato, esortando i presenti a operare fedelmente per il bene soprannaturale delle persone, perseguendo la vera giustizia mai separata dalla verità e dalla misericordia. Il Pontefice ha infine invitato la facoltà a proporre agli studenti un'esperienza vivente della Chiesa universale, che trova nel vescovo di Roma il principio e il fondamento perpetui e visibili dell'unità. Gli studenti, che provengono da tutto il mondo per studiare a Roma, devono poter fare esperienza della Chiesa come comunione universale attraverso la vita universitaria. Una volta tornati nelle loro Chiese particolari, porteranno con sé questa esperienza come una ricchezza da condividere, mettendola al servizio delle loro comunità.