---
title: Chiesa per un Lavoro Dignitoso, il 7 ottobre: "Avere un lavoro non garantisce più una casa dignitosa"
url: https://www.faithfulnews.com/it/chiesa-per-un-lavoro-dignitoso-il-7-ottobre-avere-un-lavoro-non-garantisce-piu-una-casa-dignitosa
published: 2026-10-09T10:54:08+00:00
language: it
section: Chiesa nel mondo
source: https://www.religiondigital.org/espana/iglesia-decente-7-octubre-dia-internacional-trabajo-vivienda_1_1468727.html
organizations: Iglesia por el Trabajo Decente, Conferencia Episcopal, Casimiro López, Francisco César García Magán
publisher: FaithfulNews
---

# Chiesa per un Lavoro Dignitoso, il 7 ottobre: "Avere un lavoro non garantisce più una casa dignitosa"

La Giornata Mondiale del Lavoro Dignitoso del prossimo mercoledì 7 ottobre si svolge quest'anno attraversata da una realtà che non può più essere separata dal mondo del lavoro: la difficoltà di accedere e mantenere una casa dignitosa anche quando si ha un lavoro. La Chiesa per il Lavoro Dignitoso (ITD) porterà durante questi giorni questa denuncia in piazze, parrocchie e strade di numerose diocesi sotto il lema "Ante l'esclusione, lavoro dignitoso", dopo una settimana in cui la crisi abitativa ha provocato mobilitazioni in più di 50 città, ha mantenuto un accampamento in piazza del Sol e in diverse città e ha aperto una discussione su come trasferare anche al mondo del lavoro una risposta sociale al problema della casa. La dissoluzione delle Corti e la convocazione di elezioni generali per il 29 novembre cambia ora il quadro politico, ma non le cause sociali che hanno alimentato la protesta. L'iniziativa ecclesiastica parte dal constatare che "avere un lavoro non garantisce più accedere a una casa dignitosa". Gli affitti e i prezzi inascalabili costringono le persone lavoratrici a condividere abitazioni, indebitarsi o posticipare indefinitamente la loro emancipazione. "Quando il diritto alla casa si sottopone alla logica speculativa, il lavoro perde la sua capacità di sostenere una vita dignitosa", segnala il suo manifesto. ITD si chiede se può considerarsi dignitoso un lavoro se lo stipendio che fornisce non permette di pagare un tetto, formare una famiglia o sostenere un progetto vitale. Non si tratta, quindi, soltanto di rivendicare migliori condizioni all'interno del lavoro. ITD si chiede se può considerarsi dignitoso un lavoro se lo stipendio che fornisce non permette di pagare un tetto, formare una famiglia o sostenere un progetto vitale. Quando lavorare non permette costruire una vita, Alex Bernet e Ángel Aguas, portavoce di Chiesa per il Lavoro Dignitoso, approfondiscono questa relazione tra condizioni lavorative e casa. A loro avviso, la perdita di capacità del lavoro di sostenere un progetto autonomo equivale "a un disprezzo alla dignità delle persone", perché la retribuzione dovrebbe permettere di coprire le necessità presenti e future senza condizionare quando e come si sviluppa un progetto familiare.

La situazione colpisce soprattutto le persone giovani. La casa appare così come uno dei luoghi dove si verifica in modo più evidente se uno stipendio è o non è sufficiente. "L'economia finanziaria non deve parassitare l'economia reale", sostengono Bernet e Aguas. Le famiglie, aggiungono, hanno diritto a una casa da cui poter sviluppare anche il loro progetto lavorativo e vitale, perciò questa "non può essere oggetto di speculazione finanziaria". Il diagnóstico è particolarmente grave per la gioventù. I portavoce di ITD descrivono una generazione formata, tuttavia, che affronta difficoltà a arrivare a fine mese e può essere costretta a condividere un appartamento "con sconosciuti fino ai quarant'anni" davanti a affitti inaccessibili e l'impossibilità di comprare una casa. "Gli stipendi non salgono, ma la vita sì", riassumono. In risposta a questa situazione, l'iniziativa chiede di ampliare a perpetuità il parco pubblico di case, mobilitare le case vuote con garanzie per proprietari e inquilini, limitare i prezzi degli affitti e fermare la speculazione che espelle le famiglie dai loro quartieri. A queste politiche abitative si aggiungono condizioni lavorative capaci di sostenere realmente una vita dignitosa: contratti a tempo indeterminato a tempo pieno, stipendi in linea con il costo della vita e misure di conciliazione personale e familiare. Il manifesto lo sintetizza collegando direttamente entrambi i diritti: "Il lavoro dignitoso non può essere separato dal diritto a un tetto dignitoso". Una Chiesa che esce in piazza Questo approccio avrà questa settimana un percorso territoriale. L'agenda delle convocazioni si svolgerà in una ventina di diocesi, con gesti pubblici, cerchi di silenzio, veglie, tavole rotonde e celebrazioni. Tra lunedì e giovedì ci saranno eventi, tra gli altri luoghi, a Granada, Guadalajara, Soria, Ciudad Real, Valencia, Murcia, Toledo, Gáldar, Barcellona, Alcalá de Henares, Almería, Calahorra, Córdoba, Huelva, Palencia, Madrid, Salamanca, Jaén, Valladolid, Vigo e Getafe.

La stessa proposta elaborata per i gesti pubblici cerca di trasformare in immagine la relazione tra lavoro, esclusione e casa. Persone legate appaiono davanti a una porta chiusa circondate da espressioni come "non arrivo a fine mese", "contratto temporaneo", "affitti impossibili" o "paura del sfratti". Poi, il lavoro dignitoso si rappresenta mediante una grande chiave capace di aprire quella porta. Dall'altra parte compaiono parole come "progetto di vita", "casa" o "un tetto sicuro". L'immagine riassume il senso della Giornata che esprime che il lavoro non dovrebbe servire soltanto a sopravvivere, ma a fornire le condizioni materiali necessarie per partecipare pienamente alla società, avendo una vita buona. Dal impegno di ITD alla voce degli episcopi L'vescovo di Segorbe-Castellón, Casimiro López, ha dedicato la sua lettera pastorale di questa settimana al lavoro dignitoso e ricorda che dietro ogni contratto, jornada e stipendio c'è una persona che aspira a vivere con dignità e guardare al futuro con speranza. L'vescovo riconosce la persistenza di "lavori instabili, stipendi insufficienti" e situazioni in cui "il lavoro non garantisce da solo una vita dignitosa". Avverte inoltre che alcune forme di precarietà possono aggravarsi con l'automatizzazione, la robotica e l'intelligenza artificiale. Comunque, chiede un'economia al servizio della persona e propone che "difendere il lavoro dignitoso è difendere la persona e la sua dignità". La settimana scorsa, il segretario generale della Conferenza Episcopale, Francisco César García Magán, ha sostenuto che la casa "non è un privilegio, ma un diritto" e ha richiesto risposte strutturali capaci di superare le politiche "di parcheggio". La Giornata

## This story in other languages

- [עברית](https://www.faithfulnews.com/he/story-106)
