Chiesa nel mondo · 5 ottobre 2026
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Chiesa lituana avvia indagine sui reati contro minori dal 1990
La Conferenza dei Vescovi Lituani ha annunciato che perseguirà un'indagine sui reati commessi contro minori e adulti vulnerabili all'interno della Chiesa dal 11 marzo 1990, data dell'indipendenza dalla Unione Sovietica. I Vescovi hanno dichiarato che la priorità è la vittima, non la reputazione istituzionale, e che è necessario stabilire quanti reati siano avvenuti in passato. L'inchiesta segue il caso del sacerdote Tadas Švedavičius, accusato di 34 reati di abuso sessuale su minori, possesso di materiale pedopornografico e distribuzione di alcolici a minori per venti anni. La Conferenza consultarà la Santa Sede e le autorità lituane durante l'indagine.
Parallelamente, i Vescovi filippini hanno sostenuto una campagna per il divieto delle dinastie politiche, definendola una questione di giustizia e dignità. In Siria, il Patriarca Ignatius Joseph III Younan ha convocato un sinodo per il 17-20 novembre, mentre un altro invito ha fissato l'incontro per il 29-30 settembre, generando tensioni interne alla Chiesa Siro-Melkita. Il Patriarca ha dichiarato che la convocazione è legittima secondo il diritto ecclesiastico e ha respinto le accuse di mancata convocazione recente. Un altro vescovo angolano ha avvertito che l'eccessiva partecipazione religiosa non deve compromettere le responsabilità familiari, invitando a non trascurare il coniuge e i figli.
Il cardinale Tarcisio Isao Kikuchi di Tokyo ha esortato i fedeli a trasformare le parole in azioni concrete per i migranti e i rifugiati, in linea con l'appello del Papa per la protezione immediata dei diritti umani. Inoltre, una marcia protestante a Portadown, in Irlanda del Nord, è stata autorizzata dopo una decisione della Commissione delle Parate, provocando tensioni tra le comunità religiose.